Il primo ministro slovacco Robert Fico è alla ricerca di un percorso alternativo per raggiungere Mosca in occasione delle celebrazioni del 9 maggio, dopo che i Paesi baltici hanno nuovamente negato il sorvolo del proprio spazio aereo. L’episodio riporta in primo piano le tensioni persistenti in Europa sul rapporto con la Russia.

Varsavia ha confermato di aver ricevuto da Bratislava una richiesta per consentire all’aereo governativo slovacco di attraversare lo spazio aereo polacco in direzione della capitale russa. Il ministero degli Esteri polacco ha fatto sapere che la domanda è attualmente in fase di valutazione.

Fico ha denunciato domenica il rifiuto di Lituania e Lettonia di concedere i diritti di sorvolo per partecipare alla parata militare di Mosca, una decisione in linea con analoghe restrizioni già adottate negli anni scorsi. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha pubblicamente ringraziato Lettonia, Lituania ed Estonia per la loro posizione.

I Paesi baltici sostengono da tempo che la guerra in corso in Europa renda inappropriata la partecipazione a simili cerimonie, soprattutto per Stati membri dell’Unione europea e Paesi candidati.

La disputa sullo spazio aereo non è nuova. Già lo scorso anno, restrizioni analoghe avevano costretto l’aereo di Fico a seguire una rotta meridionale molto più lunga, passando per Ungheria, Romania, il Mar Nero, la Georgia e infine lo spazio aereo russo.

Quel viaggio attirò l’attenzione anche per il numero sempre più limitato di leader europei disposti a partecipare alla parata del Giorno della Vittoria al Cremlino. Fico resta infatti l’unico capo di governo europeo ad aver confermato la propria presenza, mentre altri leader – tra cui l’ex premier ungherese Viktor Orbán – hanno scelto di non partecipare.

La questione aveva già assunto rilievo nel 2025, quando Fico e il presidente serbo Aleksandar Vučić si erano recati a Mosca utilizzando lo spazio aereo della Bulgaria. Secondo quanto riferito allora dal ministero degli Esteri bulgaro, la Slovacchia disponeva di un permesso diplomatico annuale per il sorvolo, valido per i voli governativi.

In quell’occasione, Fico aveva indicato esplicitamente Mosca come destinazione. Vučić, invece, aveva segnalato Baku come meta del volo, pur partecipando poi alla parata nella capitale russa. Le autorità bulgare avevano chiarito che il permesso concesso alla Serbia copriva formalmente una tratta Belgrado-Baku e ritorno.

Il ricorso allo spazio aereo bulgaro era significativo, poiché non rappresenta la rotta più diretta verso la Russia. Tuttavia, le restrizioni imposte da Lituania ed Estonia avevano lasciato poche alternative, costringendo gli aerei dei leader europei a itinerari più lunghi e complessi.

A livello europeo, la partecipazione alla parata di Mosca è diventata sempre più controversa. L’alta rappresentante per la politica estera europea Kaja Kallas ha avvertito lo scorso anno che l’Unione non desidera la presenza di rappresentanti di Stati membri o Paesi candidati agli eventi del 9 maggio a Mosca, sottolineando il peso politico di tali scelte nel contesto della guerra in Ucraina.

Anche il coinvolgimento della Serbia continua a suscitare interrogativi. La partecipazione di Vučić alla parata ha alimentato parecchi dubbi sull’allineamento della politica estera di Belgrado alle posizioni europee.

Nonostante le critiche, Fico ha ribadito l’intenzione di recarsi a Mosca, presentando la visita come espressione della sovranità della politica estera slovacca.

La decisione attesa da Polonia sull’autorizzazione al sorvolo aggiunge ora un ulteriore elemento di incertezza. In caso di rifiuto, Fico potrebbe essere costretto ancora una volta a optare per una rotta alternativa più lunga, simile a quella adottata lo scorso anno.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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